Un Europa che ha disilluso tante persone non è un Europa da cancellare. I cavoli di Bruxelles sono europei, non sono l’Europa. Non esiste essere pro o contro l’Europa. E’un pò come dire di essere pro o contro se stessi. L’Europa siamo noi. Donne e uomini in carne ed ossa che vivono in questo grande territorio, fecondo di civiltà e progresso mondiale. L’Europa non è l’Euro, non è la lunghezza delle zucchine o la grandezza delle vongole. Credere sia queste cose fa bene solo a chi ha interesse che mettano radici maleodoranti distorsioni della realtà.
L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini.
(art.2 del Trattato dell’Unione Europea)
L’Europa non è un interesse bancario, non è lo spread, non è rigore economico. L’Europa non è una supremazia di uno stato su un altro, non è una proprietà esclusiva di questo o quel paese membro. Credere sia cosi vuol dire mettersi fuori gioco a priori, non toccare palla perché tanto si è perdenti. Fare i figli minori non spetta a un paese padre e fondatore come l’Italia.
L’Europa non è questo o quel politico. Avere degli interessi a fare credere che l’Europa è solo male si contraddistingue come affaristico e predicativo di nessuna idea per un futuro di pace e condizioni di vita migliori per gli Europei. Alcune raffigurazioni, falsi miti e luoghi comuni di un Europa “maligna” sono raccontati e sfatati in un libro di David Parenzo dal titolo I Falsari.
I mali dell’Europa ci sono. Federico Fubini del Corriere della Sera ha raccontato di recente dei bambini morti per la crisi economica in Grecia. Come sempre non è tutto un’invenzione. La tragicità non era compresa nel Trattato dell’Unione Europea. Dice l’opposto. Si può tollerare, giustificare, che negli anni 2000 si muoia di fame in Europa? La risposta è un fermo no. Si può dire che per questo bisogna fare marcia indietro dall’Europa? La risposta è ancora no. Non si cancella l’umanità intera perché qualcuno ha compiuto atti terribili.
Un problema diffuso in Europa è voler curare la febbre con la pomata per le scottature piuttosto che con un antipiretico. E’questo che fa scattare quel “pro o contro l’Europa” irragionevole. Ci sono dei responsabili per questi mali. L’Europa ha camminato e cammina sulle gambe delle persone. Purtroppo non sono tutti Altiero Spinelli, grande Padre di un Europa federale dei popoli e per i popoli. Il manifesto di Ventotene è un simbolo forte dopo l’Europa dei morti, delle difficoltà, della distruzione, dell’odio e della povertà della Seconda Guerra Mondiale.
Per questo, come per un Trattato dell’Unione rimasto ancora tanto sulla carta e poco nella realtà, si può affermare che l’Europa vera ancora non esiste. L’Europa di oggi è un ossatura forte ma ruvida, priva di tetto e pareti per essere il focolare in cui tutti gli Europei possono trovare calore e protezione.
L’Unione offre ai suoi cittadini uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne, in cui sia assicurata la libera circolazione delle persone insieme a misure appropriate per quanto concerne i controlli alle frontiere esterne, l’asilo, l’immigrazione, la prevenzione della criminalità e la lotta contro quest’ultima.
(art.3 del Trattato dell’Unione Europea)
E’quasi dogmatico per certi versi il quesito che si pone di fronte a tutti noi Europei. Credere, chiedere ancora per costruire una vera Europa oppure cancellare settant’anni di Unione intraprendendo una strada piena di buche (vedi Brexit) Purtroppo non vedo vie di mezzo. Soluzioni a metà riproporrebbero in breve tempo mali e malesseri dei giorni passati. Non deve più accadere. Chi occuperà il nuovo Parlamento Europeo e chi farà parte della nuova Commissione dovrà per forza avere questa consapevolezza.
L’Unione si prefigge di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli.
(art.3 del Trattato dell’Unione Europea)
-Un “mi piace” rende libere le persone che scelgono-
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