Come eravamo prima, un anno fa, prima di una pandemia mondiale, ce lo siamo dimenticati. L’assuefazione a misure limitanti la socialità si è impossessata di un patrimonio mentale e sociale accumulato nel corso di milioni di anni. Eravamo relazioni, formati e preparati per vivere in un modello socio-economico basato sull’interagire tra esseri umani. Mentre oggi ci troviamo più soli di prima. E’andata male, diciamocelo.
Se torniamo indietro con la memoria ci ricordiamo i balconi ornati di striscioni arcobaleno e la scritta “andrà tutto bene”. E’forse andata male, anzi molto male più che bene. Quegli striscioni e quell’auspicio erano il simbolo collettivo per affrontare un momento nuovo, che solo l’illusione e l’agitazione facevano credere temporaneo. Non è stato temporaneo tant’è che solo oggi intravediamo una luce in fondo al tunnel grazie al vaccino. Un abbraccio comune dai balconi serviva anche a ricongiungersi.
Con gli occhi di oggi quell'”andrà tutto bene” nascondeva fratture e disagi sociali ed economici che già prima del febbraio 2020 erano nella società. Quell’auspicio che formalmente diceva “batteremo questo maledetto virus”, sottotraccia era uno sfogo, un desiderio di cambiamento che solo un evento forte avrebbe potuto portare. Questo accadimento c’era stato, il cambiamento in meglio desiderato oltre a non essersi verificato credo sia addirittura avvenuto in peggio.
Questo anno, spartiacque comune tra un prima e un dopo. ha visto il sorpasso del prima ma in peggio. Non parlo di condizioni economiche, argomento più complesso, ma di comportamenti e socialità. In questo anno non siamo diventati più buoni di prima come si auspicava, ma ci siamo disabituati ad interagire. Semmai ci si è abituati alle solite poche facce non sempre gradite e comunque tutti a debita distanza di sicurezza. Da quanto tempo non ci si stringe la mano?
C’è stato un regresso dei comportamenti degli umani, abituati in questi 12 mesi alla solitudine, a interazioni con il prossimo limitate o brevi. Anzi peggio. I rapporti umani sono stati sostituiti da un massiccio amoreggiare con il gelo e lo statico della tecnologia. Il saluto che si riceveva entrando in un negozio è stato sostituito da un “ciao” o “bentornato” di un applicazione per ordinare un paio di scarpe. E’andata male, diciamocelo.
Tutti abbiamo conosciuto meglio il mondo del web e le sue immense potenzialità per dare soluzioni a piccoli o grandi problemi e necessità. Anche per chi non era un internauta le condizioni hanno imposto lo diventasse. Sopravvivere o morire. Pensiamo a chi ha dovuto affrontare un periodo di quarantena e non potendo uscire ha ordinato la propria spesa alimentare sui siti dei supermercati.
In un anno siamo si migliorati, ma nell’uso di internet e del computer. Penso ai tanti anziani che per prenotare il vaccino hanno dovuto mettersi davanti a un pc per farlo, probabilmente il più delle volte aiutati dai più giovani. Non era una necessità per un anziano pensionato saper usare internet per decidere della sua salute. Sta di fatto che ora anche l’ultra ottantenne ha capito quale forza abbia il web. L’idea di essere più forti da soli grazie alla tecnologia, quindi di non aver bisogno del prossimo, penso abbia subito un’accelerazione.
Ci siamo disabituati ad avere a che fare con le persone e con l’idea di fondo che nonostante tutto possiamo arrangiarci, ognuno per conto suo. Disabitudine ai rapporti ed egoismo. E'”andato tutto bene” come si voleva? Direi di no. Lo stare lontani per precauzione, con il dubbio che l altro, anche il più caro a noi, possa essere untore è l’altro scacco matto a quel miglioramento che si pretendeva un anno fa. E’andata male, diciamocelo.
“Si fa l’abitudine a tutto, anche al continuo peggioramento di ciò che già era ai limiti della sopportazione.”
John Maxwell Coetzee, libro Vergogna
Rialassiamoci pure. Ma penso oggi siamo peggio di prima. Più egoisti e asociali, più illusi di essere super uomini grazie alla tecnologia e per l’avercela fatta seppur ci sia ancora il virus in giro. Torneremo come prima finito il Covid, dopo che il 70 o 80 per cento della popolazione si sarà vaccinato? Non so dirlo. Ci ritroveremo in un bar diversi da prima. Sarà un nuovo inizio dell’umanità vittima di uno shock, di un trauma che ha ed avrà lasciato dei segni indelebili.
Ci renderemo conto che altre e tante saranno le cose diverse. Probabilmente non subito, ma dopo un pò di post covid qualche pensiero e domanda saremo costretti a farcela. Quel dettaglio che sarà diverso potrà per alcuni essere una vera e propria differenza. Riprendere in mano una vita normale, differente dai necessari arresti domiciliari che stiamo vivendo, per alcuni potrà essere l’occasione per rilanciare l’auspicio dell'”andrà tutto bene” e magari vederlo finalmente realizzato.
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