Giriamo tanto. Nemmeno ci accorgiamo. Dire una corsa è banale, non è un’ esperienza fisica. Non siamo impazziti. Non siamo trottole avvolte da mille corde che ci tirano lontano e vicino. Andiamo soprattutto lontano, sempre. Mai. Natale è certo, sempre. Ferma giri folli, ridà un ordine.

La fermata dell’anno. Natale è certo, sempre.

Ci muoviamo e tanto. Non siamo mai presenti. O meglio siamo più assenti. Contornati da mille cose ci tuffiamo sempre nelle acque. Fuggiamo dal presente per cercare un giaciglio d’approdo, solo provvisorio. Ci incamminiamo continuamente su nuove strade, che spesso sono sempre le stesse. La novità è la diversità che di volta in volta scorgiamo. E’tutto uguale. Siamo noi la novità, siamo noi a cambiare. Qualcuno parla di occhiali che indossiamo, facendo dipendere tutto da essi. Non credo sia sempre cosi.

C’è nell’aria un odore, un’energia che ci raggiunge. Un vento forte, invisibile e impercettibile, si leva dal basso, lo scorgiamo ma non lo crediamo. Lo conosciamo. Poi ci avvolge e ci rapisce. Ci spiazza. Contro la nostra volontà, a sorpresa. Solo cosi diventiamo e siamo. Per poco o per tanto tempo. Una tempesta che ci stravolge. Non ci uccide mai. Ci costringe a viaggiare, a non restare immobili. Voliamo e camminiamo allo stesso tempo lungo dei fili sospesi che ci conducono. Spesso inconsapevoli ma sicuri.

La vita è testa. Può fare a meno delle gambe. Anche le braccia sono inutili. Lo è il corpo. Siamo la, prima di tutto e comunque la. Indefinibile. Assente e presente. Invisibile ma concreto. Inutile e indispensabile. Contrapposti che si sposano. In questa vita Natale c’è. E’li sempre. Sappiamo ci catturerà. Ci serve ci catturi. Lo vogliamo anche se non lo diciamo. Un atterraggio morbido. Sicuro. Comunque e in qualunque posto. Non ferma. Aspetta e da. Dura poco ma serve. Natale è certo, sempre.

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