La storia DI Natale vorrei poterla raccontare, ma è tanta e lunga. Ma la storia c’è comunque in quello che scriverò. Miti e leggende, sacro e pagano, fanno la magia di questo periodo unico dell’anno. Vi siete mai seduti, in una sera di dicembre e con le luci dei lampadari spente, a fissare il vostro albero di natale scintillare? Io si.

Un abete verde si spinge verso il cielo. La sua chioma appuntita si dirige sempre più su, verso l’alto, quasi a voler toccare e bucare il cielo dove sta il Paradiso. Gli aghi sempre verdi testimoniano la resistenza della vita che c’è e prosegue anche nelle avversità dell’inverno. Il buio, il freddo e la neve, non turbano questo sempreverde che racchiude su di se solo vita, un percorso che inizia dalle profonde e solide radici affondate nel terreno e si staglia poi su, verso il sacro e libero cielo. I popoli antichi davano un significato agli elementi e alle manifestazioni della natura. Nacquero leggende ed usanze diventate vere tradizioni nei secoli, rimaste intatte o un pò mutate sino ai giorni nostri.
Si racconta che il primo albero di Natale nacque nella piazza del Municipio di Tallinn, in Estonia, nel 1441. Attorno al grande abete i mercanti scapoli cantavano e danzavano con le giovani donne della città, in cerca dell’amore e della futura sposa. L’albero veniva poi bruciato, quasi a simboleggiare il calore e l’ardore dell’amore. L ‘abete bruciando emanava piccole scintille, avvolto dalle fiamme e dal tipico bagliore rosso.
Il fuoco era usato anche per allontanare spiriti maligni e bruciare streghe ed eretici. La notte della Vigilia di Natale, in Inghilterra, si mettevano dei ramoscelli di agrifoglio sul letto delle giovani ragazze, con lo scopo di allontanare gli spiriti maligni. Il rosso delle bacche di agrifoglio e le sue foglie verdi a più punte dimostrano resistenza e difesa mentre le palline rosso accesso portano un po di calore. Un associazione cromatica, verde e rosso, gradevole e ben fatta da madre natura. Rosso è un colore forte, simbolico, il colore del sangue e dell’amore. In molte iconografie Gesù appare con una tunica bianca, cinto da un mantello rosso di braccio in braccio, passante da dietro la schiena.
Dalle bianche pure steppe della Lapponia, oppure dall’Alaska per gli statunitensi, attraversando foreste di abeti, arriva ogni anno l’uomo buono che porta doni ai piccini buoni. Lui è il protettore dei bambini da sempre. San Nicola, o meglio conosciuto a Natale come Santa Claus dalla tradizione olandese, fu un vescovo turco che riportò in vita tre bambini uccisi da un malvagio oste che voleva servirli come cibo ai clienti della locanda. Babbo Natale apparve per la prime occasioni vestito di verde e bianco come simbolo della bontà umana. Charles Dickens nel 1843 lo chiamerà “lo spirito del Natale presente” nel celebre romanzo del Canto di Natale.
Lo leggiamo a dicembre nelle nostre case, seduti sul divano con vicino il nostro albero di Natale, con i suoi decori rossi e mille lucine intermittenti, le stesse che vide un bambino sdraiandosi sotto ad un abete in una notte di cielo sereno e con un pò di vento. Ci sono i doni che abbiamo preparato per omaggiare amici e parenti. Tra questi un fiore speciale del periodo, in tempi antichi raccolto da piccoli e poveri pastorelli che, non avendo nulla da portare a Gesù, raccolsero un fiore per la strada, un fiore di Poinsettia Rossa. La Stella di Natale sta li, in attesa di essere consegnata.

La notte del 25 dicembre appare lontana ma, pian piano che spuntiamo il Calendario dell’Avvento, come i bambini tedeschi degli inizi del ‘900 che scartavano giorno dopo giorno i loro 24 piccoli pacchettini, la notte magica si avvicina. Attendiamo l’arrivo di Babbo Natale, quello vestito di bianco e di rosso, che ricorda i colori della Coca Cola. Se non è titolare dell’invenzione, è senza dubbio la casa di bibite che ha lanciato il moderno Babbo Natale, paffuto e sorridente, immancabile nelle sue pubblicità dicembrine dal 1931 in poi.
Le fabbriche di Babbo Natale, con elfi e folletti in armonioso lavoro, stanno lavorando a pieno regime. Produrranno amore e bontà, prima di giocattoli e dolcetti, da distribuire a tutto il pianeta. Meravigliosa poesia dei sensi. Il loro fatturato è il più prezioso al mondo. Il signor Scrooge lo sa bene! Le renne di Babbo Natale sono già pronte per trainare la slitta nel lungo volo in cielo. In una notte tutti i continenti, gli stati, le città ed i paesi riceveranno doni. Che dire, tutto il globo è paese!
Cosi finisce la Storia per Natale, in una stringata riga intrisa di immaginazione e sogno. Natale è sacro e magia. Natale è miti e leggende, Natale è storia e storie. Con la Storia per Natale, con un pò di fantasia ed immaginazione, possiamo rivivere tanti piccoli momenti che sono il nostro Natale di oggi, dei tempi moderni. La Storia per Natale sia.
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