L’ideologia dell’odio non è politica ma cosa siamo. Preoccupante vero? Non si parla di libertà di pensiero, di pensarla un pò come la si vuole, ma di usare un motore impazzito per muovere il proprio pensiero e le proprie azioni: l’odio. Odio, amore, felicità, gioia, orgoglio, paura sono alcune delle parole che compongono ogni persona. La benzina dell’ideologia dell’odio è l’aver subito o credere di aver subito un torto, sentirsi traditi coltivando una gran voglia di rivalsa. La paura di poter subire un danno, di dover pagare prezzo per qualcun altro, alimenta altrettanto questo motore impazzito. Siamo di fronte a qualcosa di devastante per la persona e per la società. Si può vivere odiando? A questo l’ideologia dell’odio non da risposte.

Tempo fa parlai di vanto della crudeltà. Forse era un’altra storia. Vi dirò di più. Penso addirittura sia sbagliato sventolare le bandiere dell’amore. Può essere un implicito atto di discriminazione che comporta un isterico cortocircuito. L’odio fa parte dell’essere umano. Dobbiamo accettare esista, anche chi come me, lo disdegna. Ma esiste, senza possibili negazioni. Negare l’esistenza dell’odio è negare l’essere umano. Combattere l’odio è combattere verso se stessi, a meno di non essere estranei al mondo degli umani. Le giustificazioni non ricevibili sono altre.

L’ideologia dell’odio.

Legittimare istinti che negli umani susciterebbero sdegno e pudore, utilizzarli come motore della persona, è inumano oltre che diabolico. Avere un problema e credere che odiando è possibile risolverlo e una balla spaziale. E’ irrazionale oltre che falso. Il risultato è peggiorare.

“L’amore e l’odio non sono ciechi, bensì accecati dal fuoco che covano dentro”
Friederich Nietzsche

Sia chiara però una cosa. Se qualcuno cambia motore, è perché l’altro in qualche modo si è rotto. Troppo amore forse non c’è stato se in tanti oggi vedono nell’odio la soluzione ai loro problemi. E’una giustificazione? Assolutamente no. E’una spiegazione? Assolutamente si. E’la soluzione? Assolutamente no. C’è una linea sottile, labile dentro ciascuno. Comprendere che odiare uccide prima di tutto se stessi è indispensabile per essere liberi. L’ideologia dell’odio diventa un abitudine dannosa, che si esplica anche dove non vorremmo. Diventa un modo d’essere quotidiano perché ci guida nelle azioni di ogni giorno. Diventare cattivi davanti al male è immorale, sbagliato ma comprensibile. Non distinguere più nulla e vedere tutto con le lenti dell’odio è da psicoterapia.

-Un “mi piace” rende libere le persone che scelgono-
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