Cosa c’è di male a difendersi? Nulla. Ma se l’adulto non è più un bambino innocente che gioca con le pistole di plastica, deve nascere una riflessione prima di credere alla “guerra dei poveri”.

“Ogni uomo è un lupo per un altro uomo”. Con questa frase Thomas Hobbes definiva efficacemente il concetto di rivalità tra esseri umani. Un pensiero lungimirante, applicabile a tanti casi e ambiti della vita. La difesa quindi non è di per se criminale. L’uomo primitivo inventò lance e spade per cacciare e cibarsi. Nei ritrovamenti fossili ci sono stati casi in cui si è visto che un uomo non era morto naturalmente, ma perché trafitto da una lancia, scagliata da un altro uomo. Il perché non lo sapremo mai. Il progresso ha permesso di capire il come quell’uomo era morto. Non esistevano all’epoca inquirenti e magistrati per accertare le responsabilità. Consacrato il valore della vita, sconfessarlo diventa impossibile. Nel buio dell’ideale individualista che ha avvolto le società moderne, il valore della vita si è trasformato nel più forte in assoluto. Con ragione sia chiaro. Nessuno può scegliere cos’è giusto per me e cosa voglio fare di me. Liberalismo puro. Non realizzato, almeno non in tutto. Dei paletti sociali, quelli utili alla convivenza e allo stare insieme, hanno limitato l’espansione dell’Individualismo. Verso dove e cosa a volte non si sa. Regole per la convivenza che, se violate, comportano delle pene giudiziarie. Sperando nella certezza della pena. L’idea che ognuno possa difendersi da se non è nuova, non è sbagliata. Un poliziotto per ogni abitante sarebbe cosa impossibile anche per la statistica. Quell’essere da soli già di per se incute un certo timore e fa alzare la soglia di attenzione. Se cementiamo che posso-o devo, dipende dai punti di vista- difendermi da solo, l’idea di essere io contro tutti è realtà. Che ansia! Basta poco per essere suscettibili. Involontariamente. La percezione che sono io contro il resto del mondo basta. Qualcosa non va. Inutile scomodare le tragedie nelle scuole americane. I telegiornali ci hanno più volte servito in prima serata stragi compiute da ragazzi giovanissimi. Massacri di compagni di classe altrettanto giovani. Un arma che fa sentire più forti e potenti. La debolezza e la diversità spesso concepite e fatte vivere come elementi discriminatori. Siamo sempre li, a un individualismo che mostra anche le sue crepe. D’altronde psicologi e psichiatri non si annoiano nelle società moderne, come le industrie farmaceutiche di psicofarmaci e tranquillanti non sono in fallimento. Cosa si può fare da deboli con una pistola che fa sentire più forti? Non voglio rispondere. Non ci voglio pensare. Se un giovane di un importante regione italiana vive con una quantità di armi pari ad un arsenale sotto il letto, va bene la paura dei ladri ma i rischi esistono. Esiste il caso che il male intenzionato sia “per professione” più abile di un ragazzo in età da liceo ad usare un arma. Due pistole, una di fronte all’altra, le abbiamo viste nei film di cowboy. Chi dei due era più svelto a fregare l’altro prevaleva sulla vita di quello di fronte a lui. Senza mancare di rispetto a chi si è trovato nella situazione di vedere la propria vita e le proprie cose a rischio ed ha sparato. Pochi sono in Italia i casi di questo tipo (ho sentito da 3 a 5 all’anno),conclusi anche con la Grazia del Presidente della Repubblica. Bene cosi. Perché, come succederà anche in futuro, se un giudice accerta che si è agito per legittima difesa, nessuna pena deve essere riconosciuta. Stabilire se qualcuno ha teso una trappola per eliminare chi gli ha fatto uno sgarro sarà sempre compito di un giudice. Le maglie larghe aprono agli scenari più tragici e fantasiosi. La vendetta verso qualcuno è spesso un integratore di vita più forte del perdono cristiano o del semplice lasciar perdere. Un individuo da solo. Non è questa l’immagine giusta. Perché non si è soli se uniti nel chiedere atti e prevenzione del crimine, con un intolleranza ferma verso i fenomeni criminogeni. L’idea che dobbiamo avere è di essere individui dentro una società, collaboratori di chi ha competenze e preparazione per affrontare fenomeni criminogeni. Senza paure. Non so quanti abbiano le competenze per guarire la propria coscienza e la propria anima dopo aver difeso se e le proprie cose.
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