Gli attacchi personali a Greta Thunberg. Insultare una ragazzina non risolverà il problema del cambiamento climatico. Girare la faccia dall’altra parte non ci renderà migliori. Il 24 maggio prossimo #GlobalStrikeForFuture

Segnatevi la data del prossimo Sciopero Mondiale per l’Ambiente

Finita la festa, tutti via. No non funziona cosi. Venerdì 15 marzo c’ è stata anche una festa per l’ambiente unitamente alla grande voce che si è alzata da tutto il mondo per dire che sono necessarie misure urgenti contro il cambiamento climatico. Non era una festa di compleanno. Non si mangia la torta e poi tutti a casa. L’attenzione sui mutamenti climatici non si risolve in un venerdì di marzo. L’allerta non è finito. Non lo sarà fino a quando la consapevolezza di avere un solo pianeta Terra non sarà la stella polare che direziona le decisioni di tutti i governi e di tutte le persone. Le fake news hanno invaso i social con il solo obbiettivo di screditare le persone che hanno deciso di non mettere la testa sotto la sabbia. Ne avremo tanta-di sabbia- se la desertificazione continuerà ad avanzare al posto di verdi prati e ossigenanti foreste. Non è cosi lontano il problema. L’Africa è appena poco più sotto dell’Italia. Lo sappiamo bene visto il dibattito sull’immigrazione. Riconoscere che tanta gente va via dall’Africa perché la dove c’erano verdi pascoli da bestiame ora insiste il deserto è più difficile. Quanto meno perché pone di fronte a due problemi: uno umanitario ed uno ambientale. Si può osteggiare me che lo scrivo, chi lo sostiene. Che sul ghiaccio si scivola e ci si fa male non è un mio parere o di chi lo dice, è un dato di fatto. Incontrovertibile. Il fatto che ci sia meno ghiaccio di prima sulla terra non rende meno vera la mia affermazione. Cercate su siti scientifici le misurazioni sull’estensione dei ghiacciai alpini. Le immagini dei solchi lasciati dal ritiro del ghiaccio perenne, riserva d’acqua per le popolazioni, non sono colpa di qualche gelataio che l’ha prelevato per farci ghiaccioli. Sono il risultato dell’aumento globale della temperatura. Non sono fenomeni stagionali o locali di aumento della superficie ghiacciata in un luogo che possono incoraggiare a dire “il problema non c’è”. Basta essere a piedi in una città trafficata per capire che l’aria che si respira non fa bene. Puzza, è malsana, asfissiante. Tutto regolare? Non credo. La correlazione tra aria inquinata e aumento delle patologie polmonari è appurata dai medici di ogni religione e orientamento politico. Se non basta per crederci pensiamo alle tragedie. A coloro che per farla finita si sono sigillati nell’auto accesa con il tubo di scappamento collegato all’abitacolo. Sono morti. Non credo serve altro. L’abitacolo, il nostro habitat, quello in cui viviamo tutti, è uno e si chiama Pianeta Terra. Le raccolte fondi per ripristinare le zone colpite da disastri ambientali-come non ricordare la distruzione delle Foreste di Stradivari del nostro Veneto- servono a porre rimedio. Ho detto rimedio. Rimedio a un danno provocato da fenomeni meteorologici non nuovi, ma estremi. 

Se è difficile comprendere ed è facile distruggere, è meglio tacere. Se non crediamo a quello che vedono i nostri occhi e se non siamo in grado di attribuire il giusto significato a eventi e circostanze, almeno portiamo rispetto a chi vede e riconosce. Ma ancor di più non manchiamo di rispetto a qualcuno sfregiandolo con le armi della malattia o della caratteristica fisica di cui è involontario portatore o portatrice.


Spiegatemi adesso a cosa serve deridere e insultare una ragazzina di 16 anni. Ditemi cosa c’è di soddisfacente a prenderla in giro per il suo aspetto fisico. Fatemi conoscente di cosa rende sminuirla. Ha rubato soldi pubblici? Ha rapito delle persone? Disobbedito alla legge? Ha svaligiato qualche abitazione? Ha ucciso qualcuno? Ha commesso qualche altro reato? Io non ho nessuno notizia che questa ragazzina abbia commesso reati. Sta chiedendo soldi? Non ho nemmeno notizie in tal senso. E allora?
Il gioco di screditare coloro che combattono per una causa giusta è quello che ha portato tutto nell’ingiusto.

-Un “mi piace” rende libere le persone che scelgono-
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