Una brano indimenticabile, nato dall’iniziativa di Harry Balafonte che, sconvolto dalla carestia etiope, fece le prime mosse per riunire produttori ed artisti a supporto della causa. Ben 45 artisti aderirono all’iniziativa. Nomi molto noti come Michael Jackson e Tina Turner, si riunirono a cantare il brano che dal 1985 fa parte della memoria collettiva. Il gruppo di cantanti, unito sotto l’acronimo USA – “USA” sta per “United Support Artists”-, con la vendita del brano USA For Africa-We Are The World raccolse oltre 100 milioni di dollari, donati interamente al paese africano.

We are the world portò l’attenzione di tutto il pianeta sulla carestia di un singolo stato, nel quale la siccità e l’instabilità politica causata dalla guerra civile contribuirono alla gravità del disastro. Si stima in Etiopia siano morte più di un milione di persone tra il 1983 e il 1985.  

Con le diversità del caso, oggi è il mondo intero a patire il flagello di una pandemia. Ad oggi sono morte quasi due milioni di persone e molte altre sono ricoverate negli ospedali. Tanti, anzi tutti, in un modo o in un altro, stiamo pagando gli effetti delle misure di contenimento. La nostra vita si è rivoluzionata in meno di un anno.

In Italia, durante la prima ondata, ci fu una risposta collettiva straordinaria. Un unione di arcobaleni e balconi in canto fu il simbolo e il filo di un legame, anche di tante altre iniziative singole o collettive. Purtroppo queste rosee iniziative hanno poi lasciato il posto a parole e comportamenti divisivi.

Mi piacerebbe, penso ci voglia, un brano che raccolga tutta la sensibilità collettiva, sappia riunirla e dargli musica e parola. Una voce sola, la voce di tutti, l’essere insieme ed uniti per una causa che incide le vite di ciascuno. Un altro USA For Africa, un altro We Are The World per oggi.

USA For Africa-We Are The World.

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