A 34 anni dalla grande nevicata del 1985, il meteo ci dice che tornano le piogge e la neve sul Nord Italia, a secco da più di un mese.
(neve a Milano, 1985)
Era il 13 gennaio del 1985 quando, a seguito di una forte irruzione fredda, la neve cominciò a cadere abbondante sul Nord Italia. Ricordi che tanti hanno, tanti no. Quella tra il 13 ed il 17 gennaio fu la nevicata più abbondante registrata nel XX secolo in alta Italia. Dopo giornate di ghiaccio, (consiglio la visione del video linkato, storicamente e meteorologicamente prezioso) con temperature in pianura fino a -15°, l’arrivo della perturbazione fece risalire un poco la colonnina di mercurio ma portò con se un carico di neve inimmaginabile. In molte zone del nord, città comprese, la dama bianca raggiunse altezze intorno al metro. Sulla costa si misurarono 20 centimetri a Genova e 30 a Venezia, risalendo intorno ai 60 centimetri tra Udine e Vicenza, procedendo verso ovest 90 a Milano (nella foto) e 80 a Bologna; approdando verso nord sulle prealpi la neve raggiunse 80 centimetri a Biella, 110 a Como e 122 a Varese. Fu un evento davvero eccezionale, spesso riportato alla luce per attirare l’attenzione e qualche link quando si parla di inverno e nevicate. Solo nel 2006, il 26/27 gennaio, la neve diede un contributo simile ma su una zona più ristretta e per meno giorni. Una nevicata record per intensità.
Quest’anno, nonostante alcuni titoli da urlo, la situazione è diversa. Se al centro-sud nelle scorse giornate abbiamo avuto importanti nevicate, gran parte del nord è dal 20 dicembre che non vede precipitazioni.
Questo quando successo fino ad ora. La situazione inizia a dare segnali di cambiamento.
Una nuova geometria atmosferica ha iniziato a realizzarsi ed i primi effetti concreti li vedremo nel corso della prossima settimana. Se lunedì ancora un fastidioso vento da nord spazzerà via nubi e inquinanti, dopo qualche giorno di sole, ecco che tra giovedì e venerdì le piogge, seppur generalmente deboli e irregolari, torneranno a bagnare il secco nord. La neve rimarrà confinata sopra ai 700/800 metri, causa temperature fredde ma non troppo.
Questo potrebbe essere un assaggio prima di un periodo più freddo e nevoso. Rimarrei nel condizionale per serietà. Da tempo si sta osservando uno stratwarming piuttosto forte che, unito anche alla diminuzione delle macchie solari, darà i suoi effetti proprio tra fine gennaio e inizio febbraio. Senza scendere in tecnicismi stiamo parlando di un fenomeno atmosferico e di uno solare, entrambi aiutanti del clima freddo. Con il primo l’aria glaciale polare tende più facilmente a scivolare verso sud, verso il cuore dell’Europa ed il Mediterraneo; con il secondo il sole scalda un pò meno.
Ecco perché nei prossimi giorni la probabilità di avere giornate dal freddo quello vero si concretizza sempre di più. Troppo presto ora per parlare di neve, dove e quanta. Previsioni oltre i 3/5 giorni sono poco attendibili, tanto più se delicate. La tendenza-ed è solo una possibilità, non una previsione vera e propria- ci dice che la neve tornerà su gran parte del nord Italia in alcuni giorni dell’ultima decade di gennaio.
Intanto, per gli amanti della neve e degli animali, ci si può deliziare con gli effetti che i venti da nord hanno prodotto oltralpe. Consistenti nevicate hanno imbiancato ad esempio l’Austria. Il video ci fa vedere il salvataggio di un camoscio sommerso dalla neve da parte di due generosi ferrovieri.
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