Dalla sua nascita agli inizi del ‘900 questa ricorrenza è cresciuta assieme alle generazioni di donne che hanno attraversato questo secolo e più. L’omaggio alle donne lavoratrici scomparse sul lavoro vede oggi protagonista l’orgoglio femminile e temi tragici come il femminicidio.

La nota storia da cui tra origine la Festa della Donna-in realtà denominata nel mondo “Giornata Internazionale della Donna”- è quella che fa riferimento all’incendio nella fabbrica Triangle di New York. In quel tragico episodio morirono 146 lavoratori, di cui 123 donne. Non era però la nota fabbrica di camicie di New York. Non era il 1908 ma il 1911 quando la Triangle fu avvolta dalle fiamme. Questo ci fa capire però due cose: le donne erano volenterose di affermare i propri diritti di lavoratrici e anche in quell’epoca le immigrate subivano condizioni peggiori rispetto alle altre cittadine. Coloro che lavoravano in quelle fabbriche in condizioni spesso precarie erano donne italiane. Questa ricorrenza nasce dunque nel segno prima del socialismo e poi del comunismo. Negli Stati Uniti grazie alla socialista Corinne Brown l’ultima domenica di febbraio del 1909 fu destinata all’omaggio alla donna. Che storia diversa rispetto alla Festa della Donna di oggi. Non c’erano belle serate a tema. C’erano un ideale e la volontà di avere riconosciuti diritti sociali, politici ed economici. Se pensiamo che in Italia il suffragio universale, ossia il diritto di voto per tutte le donne è arrivato nel 1946, questo ci fa capire di come quei 30 o 40 anni fossero stati di grande fermento e attivismo per le donne. In Italia si festeggiò per la prima volta il 12 marzo del 1922 per volontà del Partito Comunista. Le donne saranno poi protagoniste nella lotta contro il Nazifascismo, nel ruolo delle mitiche staffette partigiane e non solo. Donne coraggiose con la voglia di affermare la loro presenza nella società, non solo tra piatti e padelle all’interno delle mura domestiche. Tra il 1960 e ’70 nasceranno i movimenti femministi per fare un altro passo, come quello del possesso del proprio corpo e delle tematiche legate all’aborto. Ma niente venne dal nulla. Il terreno fu preparato da tante battagliere e martiri, sul lavoro o nella società. Quelle stesse martiri che i telegiornali ci raccontano oggi, massacrate tra le mura domestiche, vittime di una mentalità che il tempo non ha visto progredire, ferma a prima del ‘900. Se l’emancipazione femminile ha rimodulato i rapporti uomo/donna, i tempi e la scienza hanno messo in risalto le diversità e le qualità di essere donna. Lo stesso mondo del lavoro ha dato importanti riconoscimenti alle doti femminili. Una sconfitta per quell’uomo che vede lo scettro del potere solo chiuso tra le sue mani. Un riconoscimento reciproco che la storia dovrà dare all’uomo e alla donna, alle loro diversità e qualità. Nel 1917 le donne russe guidarono una manifestazione contro lo zarismo -una sorta di Re Russo dei tempi. Per i Greci il Dio della Guerra era Ares, Atena era la Dea della saggezza e della guerra giusta. Entrambi accumunati dalla battaglia. Uomo e Donna. La ribellione di Ares e la saggezza di Atena. Ribellione e Saggezza sono due elementi compensativi per avanzare, per il progresso. Quale donna fermerà con la saggezza la ribellione -utile o no- che corre per il mondo in questi anni è un mistero. Qualcuno ipotizza che dopo Trump, nel 2020, gli Stati Uniti, dove tutto cominciò agli inizi del ‘900, avranno la prima Presidentessa. Se le Suffraggette lottarono per il diritto di voto, la libertà di scegliere chi comanda, l’ulteriore passo per le donne sarà appunto arrivare al comando di un paese importante e cruciale, come ad esempio gli Stati Uniti d’America. Dall’altra parte del mondo, nel 1917, le donne sono state identificate da Lenin come importanti protagoniste dell’inizio della Rivoluzione Russa. Era l’8 marzo. Grazie all’Internazionale socialista e comunista nel corso degli anni si utilizzò questa data per la ricorrenza della donna in diversi paesi del mondo. Entrata ormai nella consuetudine, l’Onu decretò la Giornata Internazionale della Donna nel 1977. Una storia lunga e intensa, tra ieri ed oggi, nel ricordo di tante e con mille sfumature. Se di recente paesi di tradizione musulmana hanno aperto su queste tematiche, dando ad esempio alle donne la possibilità di prendere la patente di guida, è anche grazie a questa storia.
Auguri a ogni donna!
-Un “mi piace” rende libere le persone che scelgono-
Puoi conoscere gli aggiornamenti del sito su Facebook alla pagina andreaariazzi.it
Commenti recenti