
Tanti lo guardano, alcuni lo snobbano ma alla fine tutti ne parlano. Con questi tre assunti si può vedere il Festival di Sanremo. Canzoni protagoniste dello show che si prefigge di essere il migliore di anno in anno. Ridere per la battuta e piangere per i ricordi. Abiti da chiacchiere ed esibizioni da giudizio. Performances uniche e da ricordare o meno belle da dimenticare. Tutto soggettivo, molto. Non l’ho seguito tutto, ho sentito e visto tanto. Auguri al vincitore, Mahmood, giovane italo-egiziano. Le critiche o gli apprezzamenti fanno parte di questa grande kermesse. Ogni anno, ormai da 69, ciascuno ha la sua vincitrice o il suo vincitore. Non solo per la canzone, come dovrebbe essere, ma anche perché si può piacere o non piacere, per mille motivi. Personalmente condivido quello che secondo me rimarrà un momento canoro unico ed indimenticabile. Parlo dell’esibizione di Marco Mengoni e Claudio Baglioni che cantano Emozioni di Lucio Battisti.
Due voci diverse, quella calda e più decisa di Baglioni con quella più delicata ma concreta di Mengoni, assortite in un duo fantastico sulle note di Battisti. Un mix che c’azzecca perfettamente con la canzone rendendola viva, facendo immaginare quelle scene descritte, incantando chi ascolta. Poi le note scendono e vanno a prendere l’anima, la scuotono. Prima la testa, poi il cuore, un rapimento totale che alla fine lascia il segno.
Un regalo unico che ci ha dato Sanremo. Lucio Battisti per pochi minuti è tornato grazie a due grandi artisti italiani.
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