Parola usata e abusata, eliminata o aspirata. Razzismo è una chiara parola che bisticcia con se e con le coscienze degli esseri umani.

In questo periodo si sente spesso parlare di razzismo. Cosi mi sono chiesto se questa parola ripetuta in modo quasi asfissiante fosse pertinente o no. Ho fatto delle ricerche e mi sono chiesto cosa volesse dire senza essere io razzista. Stupore vero? Si perché se io facessi una bella pillola dicendo che si è razzisti quando si aggredisce verbalmente o fisicamente una persona con il colore della pelle diverso dal mio sarei razzista. Lo sarei perché escluderei e vi nasconderei un pezzo di razzismo.

Questa parola, che deriva per l appunto da “razza”, indica l’appartenenza a un gruppo umano con determinate caratteristiche fisiche, culturali e di identità in genere. Mi viene in mente che, con un linguaggio popolare, i nonni spesso indicavano con espressioni del tipo “fa parte di quella razza” il vicino di casa, persona da una vita li con loro, con il quale sono nati e cresciuti insieme. Non era per fare un complimento quando parlavano in questi termini.

Il razzismo si manifesta plasticamente con la rivoluzione industriale e con lo sterminio di sei milioni di ebrei nella seconda guerra mondiale. Non che prima non ci fosse. Riceve storicamente una forte approvazione nel momento in cui vi è la necessità di discriminare per ragioni economiche, ad esempio le classi popolari operaie da quelle borghesi più ricche. Se pensiamo che oggi una donna che scrive su un social riceve attacchi sessisti, vediamo ancora una differenza, questa volta sulla base dell’appartenenza di genere. Una donna non fa il prete, o meglio la  “preta”. Gli antichi Romani se la presero con i cristiani per motivi religiosi.

Oggi ci sono dibattiti che riguardano la religione musulmana e la libertà di culto di coloro che credono in Maometto. Qualcuno mi dirà che se la cercano. In effetti i tanti attentati, Parigi è tristemente famosa per questo, fatti da una minoranza che si professa musulmana -senza titoli a sentire altri musulmani-alimentano tensioni e sospetti. Le stesse religioni limitano il riconoscimento per alcuni. Le persone omosessuali hanno trovato spesso poco conforto e tante azioni o parole non positive, nelle religioni come nella società, più sulla base di un pregiudizio che di elementi attribuiti veri o presunti tali.

Ma se l altro lo facciamo apparire brutto e cattivo può convenire. Il perché non è dato a sapersi. C’è un recinto dove qualcuno deve stare per non dare qualche noia o fastidio. Se volete un significato preciso consiglio di cercare la definizione su una buona enciclopedia. Se dovessi rispondere alla domanda del titolo direi così: azioni dettate da un pregiudizio o da un interesse con il fine di sminuire, screditare o isolare qualcuno provocando nell’individuo tristezza, disagio, angoscia  e rabbia.

Galileo Galilei fini inquisito dai poteri di allora, poi mori, perché sosteneva che la terra era rotonda e girava intorno al sole. 

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