La straordinaria genuinità di questa manovra uccisa dalle bocciature sui conti da parte dei professori di economia.

Che male c’è a dare un aiuto a chi è senza un reddito, a mandare in pensione prima chi ha lavorato una vita e ad abbassare un poco le tasse a chi lavora tutto il giorno?. I tre pilasti della manovra economica del Governo sono passaggi della vita di tutte le persone. Che male ci sia a proporli per l anno a venire me lo sono domandato anch’io oltre a domandarlo. La mia risposta è non c’è nessun male. Stiamo parlando della vita di tante persone che troverebbero sicuramente giovamento da misure di questo tipo. Accanto a questa proposta di visione semplice e genuina delle cose sentiamo tutti i giorni gli allarmi dei cosiddetti “professori di Bruxelles” che non vogliono farci stare un pò meglio. E’ vero sembrano i cattivi guastatori di una favola bellissima. Vogliono fare i cattivi della favola quindi? Io ho capito di no. Loro guardano i numeri. Questa è la spiegazione che mi sono dato al loro “esser cattivi”.

Quanto è grande l emozione quando vedi in un negozio quella sfera di cristallo che desideri tanto! Eh si lo è per tutti!. Entri veloce per vederla meglio, te la fai mostrare dalla commessa, la prendi in mano. La guardi e riguardi . La vuoi. Perché allora non la compri? Perché c’è la rata da pagare e ormai, fatta la spesa di cibo, i soldi son quasi finiti. E cosi ho capito cosa ci stanno dicendo quei professori. Aggiungono che se compriamo l ennesimo oggetto a rate, il prossimo che ci servirà sarà quasi impossibile averlo perché nessuno ci darà i soldi, nemmeno in prestito. E’ bruttissimo il rapporto che c’è tra economia e vita delle persone. Nel nostro piccolo, fortunati a non avere l obbligo di redigere il bilancio dello Stato, lo sperimentiamo spesso se non ogni giorno. E se oggi spendiamo troppo non ne avremo per domani.  In pratica se spendiamo troppo oggi non si sa bene quanti soldi avranno in futuro i giovani d’oggi, quante opportunità lo Stato ci dia da domani e che pensione ci darà tra trenta o quarant’anni. Questo è l’ennesimo brutto rapporto, quello tra soldi e generazioni. Voi direte “che si fa dunque”? La via d’uscita mi pare di capire sia che entrino più soldi nel portafoglio, cosi posso comprare tutto e pagare i debiti. In pratica è quello che suggeriscono tanti dei famosi professori, i cattivi della favola di cui parlavamo prima. Per far entrare più soldi lo Stato deve investire o favorire chi investe, cosi da creare lavoro ed entrate nelle casse pubbliche. E’ un pò il “se non mi alzo dal letto i soldi non arrivano”. Non mi piacciono e non credo alle previsioni catastrofistiche a volte diffuse  in televisione. Continuare a sentir parlare di spread in modo ortodosso e dogmatico ci sta dando più nausea che perdite economiche. Penso non si possa fare gran che senza l’Europa “a metà” in vigore, per quanto essa appaia rigida o lontana. La capacità di governare tutto questo meccanismo complesso è una dote che i governanti di qualsiasi colore politico devono possedere. Serve una strategia per far star meglio da oggi i giovani che devono crearsi un futuro e i meno giovani che un passato l’ hanno creato. Non basta dare solo al passato. Senza farci assorbire le tossine quotidiane da allarme spread.

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