Il mondo è più grande delle nostre ansie, delle nostre paure e dei nostri superbi perché. Il mondo è più grande anche delle nostre infinitesimali o infinite gioie. C’è un “oltre” che non vediamo. Mi devo correggere. E’ meglio dire che spesso ci dimentichiamo di questo “oltre”o, ancora di più, che conosciamo questo “oltre” ma non lo vogliamo vedere.

Il mondo è più grande. (panorama originale dall’Etna a 3100 mt. circa)


Ci chiudiamo nelle nostre case, protetti dai nostri recinti, stiamo dietro le nostre finestre serrate. Gli occhi sono li, pronti a guardare. Ma la palpebra diventa una scura saracinesca, dura e indistruttibile. Un blocco di cemento armato che chiude ad un mondo più grande. Spesso piccole, a volte più grandi e quindi più comode, le gabbie mentali sono il nostro habitat naturale. Convinzioni vere e false dirigono la nostra vita dentro questa foresta che di naturale ha bene poco.

Ce ne accorgiamo quando approdiamo li. Il verde lussureggiante del nostro piccolo recinto finisce poco dopo. Smette di esistere laddove cominciano ad apparire i segni dell’arsura. La terra non è più tanto feconda. Il nutrimento, essenziale per la nostra mente, è terminato. I rubinetti che forniscono acqua dall’esterno sono solo ferrame inutile. Uno spavento, una crisi d’ansia sono i segnali di essere ai confini della nostra gabbia mentale. Non c’erano sbarre. Non ci eravamo accorti di questa importante inesistenza.

Un mondo più grande è li difronte a noi. Sconosciuto. Forse. Un’enorme distesa infinita si palesa davanti ai nostri occhi. Lo scossone dello spavento è servito ad alzare la saracinesca. Il blocco di cemento armato si è dissolto, è sparito prima ancora del tempo che ci mette a sparire la neve al sole. Una magia vero?

Possiamo scegliere cosa fare? Spesso no. “Comunque andare” dice una nota canzone. Tornare indietro, nei territori della gabbia, è impossibile più che inutile. Non c’è più vita li dietro. Si può andare solo avanti, verso la distesa infinita e sconosciuta. Forse. Il mondo è più grande delle nostre gabbie ma è comunque la nostra casa, la casa di tutti. Solo si ritorna bambini, un pò più puri e un pò più sognatori, quando si ricomincia a camminare a spasso per il mondo. Lo zaino che frettolosamente abbiamo preparato per questo nuovo viaggio diverrà presto un’inutile zavorra. Presto ci renderemo conto che siamo.

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