Guardando fuori, più in la, si vede come tanti o tutti non hanno abbastanza. A sentir loro. Cosi si spiegano tante situazioni. Credere al mago, all’incantatore di serpenti o al salvatore delle anime perse ma al tempo stesso non credere a nulla, sprofondando nella disillusione. Lei lo dice: “si cerca pane migliore di quello fatto dal grano”.

L’inseguimento di falsi miti, costruiti e artificiali, per sfuggire al presente.

L’inseguimento di falsi miti, costruiti e artificiali, per sfuggire al presente, a ciò che si è e si ha. Perché non basta. Qualcosa manca. Uno spazio di vuoto che si apre nella mente, una porta sfondata dai mille bombardamenti atomici fatti di immagini e notizie. Lei lo dice: “certe cose è meglio che non si vedano”.

Con quel “E’cosi che deve essere, io sto peggio” si sale sulla giostra dell’oroscopo. Una giostra che gira veloce, forse troppo. Non un attrazione per bambini ma un vortice che risucchia. Un oroscopo infinito che varia e va bene per tutti e tutte, proposto da alcuni e seguito da tanti. Un oroscopo che non è neanche personalizzato sulla propria data e ora di nascita. Vale per tutti i dodici segni zodiacali. Eppure ci si crede. Miracolo del santo? No, furbizia di alcuni.

Ecco dove si depongono speranze e sogni, frutto delle frustrazioni colpa di chissà quale antagonista. Lei lo dice: “io non ho nulla, ho poco e me ne avanza”. Una frase disarmante. Difficile se non impossibile da urlare all’infinito da una parete rocciosa a strapiombo sul mare. Perché c’è bisogno. O perché ci fanno credere cosi. Dipende cosa e chi. Lei lo dice: “mi sono innamorata della libertà”.

Il riferimento è allo stato civile, ma la frase c’è. Essere liberi da un bisogno. Lontani dallo schiavismo. Questo il fantomatico oroscopo non lo dice. Perché se un presunto profeta non ci piace ne scegliamo un altro. Ecco fatto. Solo un cambio di giostra però. Allora forse è meglio stare giù. Non pagare nessun biglietto per salire su una giostra. Lei lo dice: “se Dio ha voluto cosi”. Un modo per dire che ognuno ha il suo percorso. Messaggi fuori dal nostro tempo, ma quanto mai utili, attuali ed efficaci. Perché Lei, Lei che dice, è tzia Gavina, una donna di 90 anni, non fuori dal mondo ma in Sardegna. Sguardo alto e fermo. Occhi scuri e profondi, tanto ricchi di vita. Il volto segnato dalla longeva età ma neanche troppo. Una casa di pietre alle sue spalle, dietro l’ombra di una verde pianta. C’è tutto. Essenziale.

Clicca qui per vedere il Video integrale dell’intervista di Barbara Carfagna a zia Gavina,

-Un “mi piace” rende libere le persone che scelgono-
Puoi conoscere gli aggiornamenti del sito su Facebook alla pagina andreaariazzi.it

Share This